29/05/2010

Errata Corrige: tracciabilità

Il collegamento internet che si bloccava ogni tanto mi aveva fatto perdere pezzi importanti della conferenza stampa di Berlusconi-Tremonti per cui mi corre l'obbligo di correggere il mio post precedente. Tremonti illustrava la storia della tracciabilità: da 100 a 12.500 a 5.000 euro. Onestamente non mi ricordavo dei 100 euro è probabile che quella norma aveva a che fare con tipi di particolare di pagamenti. Ricercherò.

Ecco il video di quella conferenza stampa con la domanda posta da Luca Telese:

 

 

 

Un commento sulla manovra finanziaria e sulla questione della tracciabilità a cura di Mino Fuccillo:

http://www.blitzquotidiano.it/politica-italiana/tracciabi...

26/05/2010

Per cortesia, smentitemi

Stasera si è tenuta la conferenza stampa di Berlusconi e Tremonti per illustrare i contenuti della manovra finanziaria.

Su domanda di Luca Telese a proposito della tracciabilità dei pagamenti Tremonti spiega: "Abbiamo portato il limite a 5.000 euro. Prima era a 100 euro per le norme Prodi-Visco. Se mi dovevo comprare un paio di scarpe a 110 euro ero costretto a pagare con un assegno". Spero ancora che qualcuno mi smentisca, anzi per favore ditemi che sbaglio, che ho capito male, perché diversamente c'é da urlare. La norma attuale è di Euro 12.500, norma voluta da Berlusconi-Tremonti, che adesso smentiscono se stessi e peggio ancora fanno operazione di disinformazione.

Foto: da repubblica.it

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08/05/2010

Perché l'aereo mi sembra piegato sul fianco sinistro?

Premessa:

Non sono io che l'odio il volo è il volo che odia me. Non c'é altra spiegazione, altrimenti non scriverei questi post dedicati alla paura di volare invece di scrivere di politica, società, letteratura. Gli aerei sono oggetti bellissimi: levigatissimi, veloci, snelli, dal muso simpatico, eppure non sono fatti per me. Quando mi siedo sulla poltrona anche per soli 55 minuti di volo tra Roma e Catania per me è come perdere di colpo un mese di vita. Undici ore di treno tra le stesse due destinazioni al contrario le vivo come piacevoli soste dal tran tran quotidiano, utili a leggere e a socializzare con qualche passeggero. In aereo invece mi sembra che l'unico momento di socializzazione sia quando dopo una forte turbolenza ci si scambia sguardi smarriti e incerti e ci si dica: Non è che deve succedere qualcosa proprio a me oggi?

 

In Fatto:

Volo Alitalia Roma-Catania, giorno 7 maggio, decollo previsto 20,50 atterraggio previsto 22,05. L'aereo quasi del tutto pieno si alza da Fiumicino tranquillo e arriva in quota senza grandi sussulti. Io sono quasi più sereno del solito. Comincio a pensare: ora ci sono 20 minuti in quota e poi il messaggio del comandante che ci dirà che: "Tra venti minuti contiamo di atterrare a Catania, il tempo è buono, la temperatura è x". Per me invece iniziano venticinque minuti di tortura. Perché mi sembra che l'aereo voli leggermente piegato sul fianco sinistro, come una barca disequilibrata e a tratti sembra che i motori a reazione facciano il classico rumore dei motori a elica: vai e vieni, forte e debole, trum e poi vrum. A volte sembra che si stia buttando giù e che la velocità diminuisca, poi si rimette in linea e riparte. Non sono il solo che vive con disagio la crociera. Anche due ragazze accanto a me sono concentrare sull'andamento irregolare del volo. Una hostess non in servizio se la dorme bellamente e una ragazza mi guarda costantemente. Starà forse dicendosi: Guarda questo quanta paura ha? o invece: Ti capisco bene... Penso a cose un po' insidiose per il mio equilibrio mentale: un'avaria a un motore? e come facciamo ad arrivare a Catania? stiamo forse procedendo verso Lamezia per un atterraggio d'emergenza? o l'indomito pilota, eroico collega dell'eroico comandante Sully, sta dicendosi: Possiamo farcela ad arrivare a Catania anche con un motore solo? Resta il fatto che dopo quaranta minuti di volo (ma il solito messaggio non doveva essere già arrivato, visto che ci aveva avvisati che il viaggio sarebbe durato 55 minuti?) il comandante comunica che mancano venti minuti all'atterraggio a Catania (parzialmente nuvoloso, almost clear, diciassette gradi, seventeen degrees centigrades). Avevo notato che da tre-quattro minuti l'aereo stava abbassandosi. Penso: con queste difficoltà l'aero soffrirà di più l'avvicinarsi a terra, con le correnti d'aria che si dipartono dal suolo. Infatti l'aereo sobbalza parecchio, vere turbolenze non fortissime, ma decise che durano due o tre infiniti minuti. Poi l'aereo, meno veloce, avvista le prime luci dell'ennese e diventa più stabile. Ce la facciamo, penso, ce l'abbiamo fatta, l'aereo non è più piegato da un lato. Scendiamo molto veloci e l'atterraggio non presenta problemi. Fermi, aspettando di uscire dall'aeromobile penso che solo io ho vissuto questo volo come questa grande e perigliosa avventura. Allora forse non c'era nessun'avaria, nessun mezzo infatti è sulla pista, pronto per eventuali procedure d'emergenza. Io che m'immaginavo già la notizia che circolava all'aeroporto di Catania e il timore di mia moglie che mi aspetta e che ha paura a chiedere se per caso non ci sia qualche problema proprio sul volo di suo marito. Scendo nervoso e onestamente un po' seccato, come se la vita mi avesse giocato un brutto scherzo: è mai possibile che si debba soffrire così tanto per una questione per tantino di vento più del solito? tornare sano e salvo dopo aver rischiato un vero e concreto pericolo è una cosa, scendere dall'aereo con l'impressione di aver vissuto un brutto trip mentale è un'altra.

Stamattina mi viene l'ennesimo dubbio: ma l'hanno fatto bene il centraggio? o si trattava di forte vento laterale che è costato la fatica di mantenere l'airbus 320 in perfetta rotta? agli esperti una risposta.

 

In Diritto:

la prossima volta invece di prendermi una travelgum, mi prendo direttamente il lexotan.

 

 

 

 

02/05/2010

Fannullisti: stato dell'arte

Vediamo di mettere un po' d'ordine in questo blog scalcagnato e privo di senso, episodico.

I fannullisti sono tre e si chiamano: Casanova, Ciclamino e Compagno. Le tre C insomma. Due abitano a Firenze: Casanova e Compagno, Ciclamino invece abita a Enna ed è l'unico che quindi vive nella comune terra natia, la Sicilia. La Redazione di questo blog è a cura di Compagno, altrimenti detto Fannullista che vive sospeso tra la Toscana e la Sicilia. In viaggio continuo con tutti i possibili mezzi di trasporto: aerei, automobili, pullman, treni, navi. L'ultima volta che i tre sono stati insieme nessuno se lo ricorda più, ma ce ne facciamo una ragione, diranno i meno dei venticinque lettori di questo blog.

Questo blog non è una testata giornalistica o assimibile in qualche maniera. E' solo un posto dove si inseriscono con cadenza la più varia pensieri, riflessioni, idee (poche), slanci. Doveva essere scritto nel primo post del blog lo scriviamo ora.

Segnaliamo:

l'inizio della stagione delle rappresentazioni classiche a Siracusa, per informazioni basta consultare il sito dell'INDA: istituto nazionale dramma antico (www.indafondazione.org);

Bersani che sbotta ad Annozero, e dice delle cose sacrosante (la Redazione non ha mai simpatizzato per Santoro e Travaglio, figurarsi per Norma Rangeri):  

 

 

La Redazione ha letto Il vagabondo delle stelle di Jack London. Prima incursione nell'opera dello scrittore meglio conosciuto per Zanna Bianca. Il vagabondo delle stelle è un libro bello, affascinante, disequilibrato il basta per essere intrigante (sebbene più equilibrato di certi libri di Joseph Conrad, altro autore dell'avventura). Parla di umanità, di pena di morte, del carcere, dell'evasione mentale, parla di letteratura, delle storie, del passato, dell'uomo. Parla di vita e morte, parla di amore e di passione a cui riconduce il percorso accidentato, contraddittorio dell'umanità intera. E' un inno alla vita e alla libertà. Un libro che fa riflettere e che lascia spazi di meditazione. Anzi, è uno spazio di meditazione.

 

08/04/2010

Ragguagli letterari aprile 2010

Cominciamo dal dire che anche ieri la cosa più bella da vedere in tv era l'ennesima replica di Montalbano su Rai1 La gita a Tindari, uno degli episodi a mio giudizio più azzeccati.

Dal buen retiro siciliano il Fannullista saluta l'amico Vittorio Ugo Vicari che con il suo gruppo musicale I Petri ca Addumunu si trova in Tunisia per degli spettacoli (http://www.vivienna.it/2010/04/07/enna-i-petri-ca-adduman...).

Per il resto ho appena finito di leggere un bellissimo libro del neurologo Oliver Sacks, L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello. Libro rivolto a tutti, amanti delle storie, amanti dei casi clinici, delle curiosità, della filosofia. Ho adesso iniziato il libro dolentissimo di Primo Levi, Se questo è un uomo.

Prossimo capitolo dedicato a Roberto Alajmo di cui ho letto il suo ultimo L'arte di annacarsi e di cui tra pochi giorni inizierò Palermo è una cipolla.

Come vedete si va di palo in frasca, ma questa è la lettura.